Portogallo
Fiscalità, IVA e compliance marketplace per le imprese che vendono in Portogallo.
IVA in Portogallo: una guida pratica
Il Portogallo registra i non residenti dalla prima operazione imponibile, richiede un rappresentante fiscale a ogni impresa stabilita fuori da UE e SEE — Regno Unito incluso — e accetta soltanto fatture emesse da software certificato dall'autorità fiscale. Ecco che cosa significa nella pratica.
Le basi
L’IVA in Portogallo è nota come IVA (Imposto sobre o Valor Acrescentado) e si applica con tre aliquote che variano per regione.
Nel continente l’aliquota ordinaria è del 23%. Un’aliquota intermedia del 13% copre i servizi di ristorazione e catering, il vino, l’acqua minerale e una serie di prodotti alimentari, mentre un’aliquota ridotta del 6% si applica agli alimenti di base, ai libri, ai giornali, ai prodotti farmaceutici, all’alloggio alberghiero e al trasporto passeggeri nazionale.
Le due regioni autonome applicano aliquote proprie, più basse. Madeira applica 22%, 12% e 5%; le Azzorre 16%, 9% e 4%. La distinzione conta per chiunque spedisca verso le isole: l’aliquota segue il luogo della cessione, non il luogo di registrazione del venditore.
Registrazione IVA
Il Portogallo non prevede alcuna soglia di registrazione per le imprese non residenti. La registrazione è richiesta dalla prima operazione imponibile, e detenere merce nel Paese — compreso lo stock collocato tramite Amazon FBA — è di per sé sufficiente a farla scattare. L’esenzione interna per le piccole imprese, €15,000 di fatturato annuo dal 2025, è riservata alle imprese stabilite in Portogallo.
L’altro presupposto ricorrente sono le vendite a distanza. Da quando l’UE ha sostituito le soglie nazionali nel luglio 2021, si applica un’unica soglia europea di €10,000 alle vendite B2C transfrontaliere: al di sopra, il venditore o si registra localmente o dichiara tramite il regime OSS (One Stop Shop).
Le domande si presentano all’Autoridade Tributária e Aduaneira (AT) con una Declaração de Início de Atividade, una volta che la società dispone di un codice fiscale portoghese. Le imprese extra-UE devono aver nominato il rappresentante fiscale prima della presentazione. La procedura richiede circa sei-otto settimane dalla documentazione completa, e il numero rilasciato ha la forma PT seguito da nove cifre.
Rappresentanza fiscale
Ogni impresa stabilita fuori dall’UE o dallo SEE deve nominare un rappresentante fiscale in Portogallo. Il rappresentante deve essere domiciliato in Portogallo e ivi registrato ai fini IVA, funge da punto di contatto con l’autorità fiscale ed è responsabile in solido per i debiti IVA dell’impresa rappresentata.
Le imprese stabilite in un altro Stato membro, oppure in Norvegia o in Islanda, possono registrarsi direttamente e non sono tenute a nominarlo, anche se molte lo fanno per comodità amministrativa.
Le imprese britanniche sono l’eccezione da segnalare. Il protocollo di mutua assistenza UE-Regno Unito consente agli Stati membri di rinunciare alla rappresentanza fiscale per le società britanniche, e diversi lo hanno fatto. Il Portogallo no: un venditore stabilito nel Regno Unito è trattato come qualsiasi altra impresa extra-UE e ha bisogno di un rappresentante.
Dichiarazioni, scadenze e sanzioni
La periodicità dipende dal fatturato dell’anno solare precedente. Le imprese che hanno raggiunto €650,000 dichiarano mensilmente, quelle al di sotto trimestralmente. Entrambi i regimi condividono lo stesso calendario: la dichiarazione è dovuta entro il 20 del secondo mese successivo al periodo di riferimento e il versamento entro il 25 dello stesso mese. Tutte le trasmissioni sono telematiche.
Da gennaio 2026 la responsabilità del regime è passata al contribuente. L’AT non riclassifica più automaticamente le imprese tra dichiarazione mensile e trimestrale, ed è caduto il vincolo triennale precedente: la periodicità applicabile va dichiarata, e non fare nulla non equivale più a restare in regola. La IES (Informação Empresarial Simplificada) annuale è dovuta entro il 15 luglio dell’anno successivo.
Le sanzioni sono stabilite dal Regime Geral das Infrações Tributárias. Una società che dichiara in ritardo, o non dichiara affatto, incorre in una multa tra €300 e €3,750 (da €150 a €1,875 per le persone fisiche). L’omesso o tardivo versamento dell’imposta è sanzionato tra il 30% e il 100% dell’importo dovuto, con interessi compensativi al 4% annuo.
Fatturazione certificata, ATCUD e SAF-T
Il Portogallo è più severo della media UE su come la fattura viene prodotta, ed è qui che i venditori esteri inciampano più spesso. Dal 1° gennaio 2023 le imprese non residenti registrate ai fini IVA portoghese sono soggette alle stesse regole dei residenti: le fatture devono essere emesse da software di fatturazione certificato dall’AT e ciascuna deve riportare un codice documento univoco ATCUD e un codice QR.
Software certificato significa anche reportistica strutturata. Il file SAF-T (PT) di fatturazione, relativo alle fatture emesse nel mese, va trasmesso all’AT entro il 5 del mese successivo.
Un ERP perfettamente adeguato in qualsiasi altro Stato membro non soddisfa questi requisiti: l’impianto di fatturazione va quindi definito prima della prima vendita portoghese, non dopo.
Dichiarazioni Intrastat
Le imprese che movimentano beni tra il Portogallo e altri Stati membri devono presentare dichiarazioni Intrastat una volta che il valore annuo di tali scambi supera €650,000 per gli arrivi o €600,000 per le spedizioni. Entrambe le soglie sono invariate per il 2026. Le dichiarazioni si presentano con cadenza mensile e per via telematica all’Instituto Nacional de Estatística (INE).
Reverse charge
Il reverse charge sposta l’obbligo di dichiarare e versare l’IVA portoghese dal cedente al cliente. Si applica alle cessioni transfrontaliere intra-UE e ad alcune operazioni interne, tra cui i servizi di costruzione e le cessioni effettuate da un’impresa non stabilita a un cliente registrato ai fini IVA in Portogallo. Dove opera, riduce — ma non sempre elimina — la necessità per un fornitore estero di registrarsi localmente.
Ultimo aggiornamento:
Servizi disponibili in Portogallo
- VAT & GST Compliance Registrazioni, dichiarazioni e reporting in tutti gli Stati membri UE e oltre.
- Rappresentanza fiscale Rappresentanza autorizzata per venditori extra-UE, con fideiussione da 2 M€ prestata all'Agenzia delle Entrate.
- US Sales Tax Analisi del nexus economico, registrazioni multi-stato e adempimenti ricorrenti.
- Marketplace Compliance Amazon, Shopify, TikTok Shop, Temu, Walmart — regole di piattaforma gestite end-to-end.
- OSS Vendite a distanza B2C in tutta l'UE dichiarate con un'unica dichiarazione trimestrale.
- Customs & Import VAT EORI, procedure di importazione e sdoganamento in tutta l'UE.
- Market Entry Costituzione società, registrazione di branch e onboarding operativo in Italia e UE.
- Corporate & Regulatory VIES, EPR, obblighi ambientali e compliance regolatoria continuativa.