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La garanzia VIES da €50.000 per le società extra-UE

Le società stabilite fuori dall'Unione europea e dallo Spazio economico europeo che hanno una partita IVA italiana tramite rappresentante fiscale devono prestare una garanzia di almeno €50.000 per entrare nel VIES o restarci. Noi la predisponiamo, la consegniamo all'Agenzia delle Entrate e seguiamo la pratica fino all'attivazione.

  • Importo minimo €50.000 — lo fissa la norma, non il tuo fatturato
  • Durata minima 36 mesi, senza rinnovo alla scadenza del termine
  • Una polizza fideiussoria al posto della liquidità immobilizzata in banca
  • Consegnata alla Direzione provinciale competente dell'Agenzia delle Entrate
  • Richiesta solo alle società extra-UE ed extra-SEE con rappresentante fiscale

A chi si applica

La garanzia riguarda le imprese stabilite fuori dall’Unione europea e fuori dallo Spazio economico europeo che hanno una partita IVA italiana tramite un rappresentante fiscale e vogliono essere incluse nell’archivio VIES — o restarci.

Non riguarda ogni società estera. Le imprese UE e SEE seguono un percorso diverso e non vi sono soggette. E non dipende dal fatturato: l’obbligo discende da dove la società è stabilita e da come è registrata in Italia, non da quanto vende.

L’obbligo è operativo dal 14 aprile 2025. Chi era già iscritto al VIES a quella data ha avuto sessanta giorni — fino al 13 giugno 2025 — per provvedere, e chi non l’ha fatto è entrato nella procedura di esclusione. Per i nuovi richiedenti vale dall’inizio.

Cosa chiede la norma

  • Importo — valore massimale minimo di €50.000. È una soglia fissata dalla legge. L’assicuratore può calibrare il premio sul tuo profilo, ma l’importo garantito non cresce col fatturato.
  • Durata — almeno 36 mesi dalla data di consegna all’Agenzia delle Entrate. Non deve essere rinnovata quando il termine scade.
  • Forme ammesse — cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, fideiussione bancaria, oppure polizza fideiussoria rilasciata da un assicuratore autorizzato.
  • Destinatario — la Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del tuo rappresentante fiscale.

Cauzione in denaro o polizza fideiussoria

Le tre forme soddisfano l’obbligo allo stesso modo. Cambia quanto ti costano mentre corrono.

Una cauzione immobilizza €50.000 di capitale tuo per tre anni. La polizza fideiussoria la rilascia un assicuratore a fronte di un premio, e quel capitale resta nell’impresa. Per un venditore che sta finanziando lo stock prima di un lancio europeo, la differenza è tutta lì: il risultato in termini di compliance è identico, il circolante no.

Noi predisponiamo la via assicurativa, prepariamo il deposito e lo presentiamo per tuo conto. Se preferisci una fideiussione bancaria o una cauzione in titoli, va bene lo stesso: la scelta è tua, e depositiamo quella che indichi.

Dalla domanda al VIES attivo

  1. Verifica di applicabilità — accertiamo anzitutto se l’obbligo ti riguarda, il che dipende dal luogo di stabilimento e da come sei registrato in Italia.
  2. Documenti e istruttoria — documenti societari e KYC si raccolgono una volta sola, poi servono sia per la garanzia sia per la pratica IVA.
  3. Emissione e deposito — la garanzia è emessa a tuo nome e consegnata alla Direzione provinciale competente dell’Agenzia delle Entrate.
  4. Attivazione VIES — seguiamo la pratica e ti avvisiamo appena il numero è valido per le operazioni intracomunitarie.

I tempi di istruttoria dell’Agenzia non li governa nessun fornitore. Quello che possiamo fare è depositare una pratica completa, tracciare ogni passaggio e tornare da te subito se l’ufficio chiede un’integrazione.

Cosa la garanzia non fa

L’attivazione VIES rende la tua partita IVA italiana valida per le operazioni intracomunitarie. Non ti abilita da sola a operare ovunque in Europa senza altre registrazioni.

Se serva registrarsi anche in un altro Stato membro dipende dai fatti materiali della tua catena di fornitura — dove si tiene lo stock, dove si importa, dove la merce si sposta fra magazzini — e dal fatto che le vendite B2C possano essere dichiarate attraverso il regime OSS oppure debbano essere riportate localmente. Il Pan-European FBA di Amazon è il caso tipico in cui lo stock attraversa i confini e le registrazioni si moltiplicano. Valutiamo il movimento reale delle merci prima di proporre una struttura.

Riferimenti normativi

L’obbligo è stato introdotto dal Decreto Legislativo 13/2024, che ha aggiunto il comma 7-quater all’articolo 35 del D.P.R. 633/1972. I criteri sono stati fissati dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 dicembre 2024, e le modalità operative dal Provvedimento n. 178713 del 14 aprile 2025 dell’Agenzia delle Entrate.

Per il quadro più ampio — come funziona il VIES nell’UE e perché le regole nazionali differiscono — vedi la nostra guida al VIES per le società extra-UE. Per la procedura italiana passo per passo, vedi come registrarsi a IVA e VIES in Italia.

Per saperne di più sulla nostra compliance, visita italy4vat.com.

A chi si rivolge

Venditori Amazon FBA extra-UE che spostano merce tra magazzini europei, esportatori B2B extra-UE che riforniscono clienti italiani, e qualunque impresa extra-UE che debba attivare la partita IVA italiana per le operazioni intracomunitarie.

Cosa ci distingue

La garanzia è un passaggio dentro un unico processo. Chi la predispone è anche il tuo rappresentante fiscale, quindi verifica di applicabilità, documenti, deposito e attivazione VIES restano in capo a un solo interlocutore, che risponde allo stesso ufficio dell'Agenzia delle Entrate.

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