Contributi pagati, registrazione fatta — e la spedizione è ferma lo stesso? I limiti ai metalli pesanti nel regolamento imballaggi UE
La registrazione EPR e i contributi ambientali riguardano la tua impresa. Il limite di 100 mg/kg su quattro metalli pesanti riguarda l'imballaggio in sé — e dal 12 agosto 2026 è un obbligo direttamente applicabile, che va dimostrato con documenti.
«Ci siamo registrati all'EPR. Abbiamo pagato i contributi. E il cartone in cui abbiamo spedito può ancora impedire ai nostri prodotti di circolare nel mercato UE.»
Per chi vende in Europa l'EPR — la responsabilità estesa del produttore — sembra spesso una questione di iscrizioni e versamenti. Con il regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), invece, la materia di cui l'imballaggio è fatto viene guardata con un'attenzione ben maggiore. Il regolamento è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e si applica dal 12 agosto 2026.
Partendo dalle domande che riceviamo nel lavoro di tutti i giorni, questo articolo mette a fuoco un requisito che è facile non vedere: il limite ai metalli pesanti nei materiali di imballaggio.
Non è una tassa — è una regola sui materiali
Quando si parla di EPR e contributi ambientali, la domanda che riceviamo più spesso è se si tratti di una tassa. L’argomento di questo articolo è un’altra cosa.
Qui conta la quantità di metalli pesanti contenuta nel cartone e nell’imballaggio con cui spedisci i tuoi prodotti. Anche con l’impresa regolarmente iscritta e i contributi versati, un imballaggio che non rispetta i limiti non può circolare nell’UE.
La conformità dell’impresa e la conformità dell’imballaggio sono due verifiche distinte. Superare la prima non dice nulla sulla seconda.
Cosa è limitato, e fino a che livello
I metalli pesanti interessati sono quattro:
- Piombo (Pb)
- Cadmio (Cd)
- Mercurio (Hg)
- Cromo esavalente (Cr VI)
La regola è che la concentrazione complessiva dei quattro non superi 100 mg/kg — 100 ppm in peso (articolo 5, paragrafo 4 del PPWR). Ciascuno può essere presente in tracce: nel momento in cui il totale supera il limite, l’imballaggio non è conforme.
Il valore in sé non è una novità. Viene dalla precedente direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (direttiva 94/62/CE, articolo 11), che il PPWR abroga. A cambiare è il suo status. Il PPWR è un regolamento: non ha bisogno di recepimento nazionale, quindi gli stessi articoli e lo stesso limite valgono direttamente in ogni Stato membro. Ed è ora esplicito l’obbligo di dimostrare la conformità con documenti.
Il rischio che sfugge: l’esterno della scatola
I metalli pesanti di solito non entrano attraverso il cartone in sé, ma attraverso ciò che vi viene applicato:
- Inchiostri da stampa — gli inchiostri a base di piombo usati per loghi e scritte sugli imballi esterni sono il caso classico
- Coloranti, rivestimenti e adesivi
- Carta e materiali riciclati con un controllo qualità debole sugli ingressi
Merita particolare attenzione l’imballaggio acquistato in mercati meno regolati. Il prodotto può essere perfettamente in ordine mentre è il cartone di spedizione, o una scatola stampata destinata allo scaffale, a rendere non conforme l’intera partita.
Perché le regole sono così severe
La ragione è lineare. L’imballaggio usato finisce in impianti autorizzati, dove viene incenerito o riciclato. I residui significativi di metalli pesanti vengono rilasciati nell’ambiente durante quel trattamento e si trasferiscono nel materiale riciclato che ne esce.
Tenere le sostanze pericolose fuori già in fase di imballaggio è la precondizione perché l’economia circolare europea funzioni — ed è il motivo per cui il limite pesa sul materiale, non sulle carte del produttore.
Perché la registrazione EPR da sola non basta
Con il PPWR la conformità va dimostrata per iscritto, e l’obbligo è distribuito lungo la catena di fornitura:
- I fabbricanti di imballaggi redigono la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità UE e le conservano per 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili (articolo 15 e allegato VII)
- I fornitori di imballaggi mettono a disposizione del fabbricante le informazioni e i documenti necessari a dimostrare la conformità (articolo 16)
- Gli importatori verificano che il fabbricante abbia svolto la valutazione di conformità e redatto la documentazione tecnica, e conservano copia della dichiarazione di conformità UE (articolo 18)
La merce che arriva da fuori UE priva della documentazione corretta, o che non rispetta i limiti, può vedersi sospendere lo svincolo in dogana e — a seconda di ciò che le autorità accertano — vedersi rifiutare del tutto l’ingresso (regolamento (UE) 2019/1020, articoli 26 e 28). È qui che di solito comincia il «abbiamo pagato i contributi, ma la merce non si muove». È lo stesso meccanismo, applicato agli imballaggi, che raccontiamo per i documenti fiscali e di prodotto in perché la dogana italiana ferma la merce.
Una checklist da cui partire oggi
- ☐ Abbiamo l’elenco dei fornitori di tutti i cartoni di spedizione e delle scatole da scaffale che usiamo
- ☐ Abbiamo i rapporti di prova sui metalli pesanti o i documenti di conformità di ciascun fornitore
- ☐ Abbiamo verificato inchiostri, adesivi e rivestimenti, non solo il cartone
- ☐ I contratti e i capitolati con i fornitori richiedono esplicitamente la conformità al PPWR
- ☐ Documentazione tecnica e dichiarazione di conformità UE sono archiviate e pronte da esibire su richiesta delle autorità
- ☐ Per gli imballaggi alimentari abbiamo verificato anche i limiti sui PFAS — le sostanze per- e polifluoroalchiliche (articolo 5, paragrafo 5)
Se uno di questi punti è incerto, conviene affrontarlo prima che dopo: i documenti dai fornitori arrivano lentamente, e il momento in cui servono è di solito quello in cui una spedizione è già ferma.
EPR nazionale e PPWR europeo: tenerli insieme
Chi vende in Europa ha davanti due livelli di regole, e non sono alternativi:
- EPR nazionale — iscrizione, dichiarazioni e versamenti, diversi da paese a paese: il CONAI in Italia, sistemi separati in Francia, Germania, Spagna e altrove. La nostra guida all’EPR in Europa copre i cinque mercati principali, e la procedura italiana per un’impresa estera è in adesione al CONAI e rappresentante domiciliato in Italia.
- PPWR europeo — regole armonizzate su materiali, progettazione, etichettatura e documentazione degli imballaggi, di cui il limite ai metalli pesanti è una parte.
Nessuno dei due livelli, da solo, basta a vendere in Europa senza interruzioni.
In Servix International seguiamo la conformità EPR in Italia e in Europa, tenendo insieme iscrizioni e dichiarazioni paese per paese e le verifiche PPWR sugli imballaggi. Il nostro team multilingue può guidarti tra le differenze dei singoli schemi nazionali.
Se ti stai chiedendo se i tuoi imballaggi rispettino i limiti, o quali registrazioni ti servano e in quali paesi, scrivici — possiamo partire da una ricognizione del punto in cui sei oggi.
Fonti: regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), EUR-Lex · Commissione europea, le nuove regole UE sugli imballaggi entrano in applicazione · direttiva 94/62/CE (precedente direttiva imballaggi), EUR-Lex · regolamento (UE) 2019/1020 (vigilanza del mercato), EUR-Lex.
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